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SUNDAY MORNING



Clare

...Quando finalmente riaprì gli occhi misi a fuoco la dura realtà: Daniel era andato via...
Dopo esserci scambiati fluidi corporei per tutta la notte (più di una volta), lui se n'era andato... Senza lasciare un biglietto o almeno un post-it con su scritto "bella scopata Clare, Grazie"... Nulla...
Quello che vedevo era solo il disordine, un disordine post-sesso con tanto di involucri viscidi spezzati in due, la marca del preservativo non si leggeva nemmeno più... Era tutto sparso di qua e di la...
E poi nient'altro...
Mi alzai dal letto, ciabattando entrai in cucina e sbirciando fuori dalla finestra notai con piacere che era una giornata splendida, con un sole brillante e senza nemmeno una nube all'orizzonte...Una bella domenica mattina!
Sorrisi tra me... Lui mi avrebbe richiamata, ne ero certa!
Accesi il bollitore e poi la tv, convinta che utto sarebbe andato bene...
Ma c'era qualcosa, come una strana sensazione che mi attanagliava il cuore, forse dentro di me già sapevo che nello stesso momento in cui Daniel entrò nella mia vita tutto intorno a me sarebbe cambiato...

Julia

- Buongiorno amore...- la voce di Simon era così carezzevole che pensai di stare ancora sognando...- E' una splendida mattina e... Ti ho portato la colazione a letto! -
- Ma quale onore!!! - risposti sedendomi nel centro del nostro comodo letto matrimoniale e trasalendo subito dopo nel vedere l'immagine della donna che rifletteva lo specchio: ero brutta, trasandata e gonfia...
- Mio Dio...- cercai di non strozzarmi col muffin - Q-quella sono io? -
- Sei solo un pò stanca cara...-
- Ma se mi sono appena svegliata e ho dormito come un ghiro! Ho bisogno di rimettermi in sesto...-
- Per me sei bellissima... -
- Simon, amore... Questa è una strana legge della natura che io non mi saprò mai spiegare, tu vai a dormire e la mattina quando ti svegli sei uguale alla sera prima mentre io stento anche a riconoscermi! Sembra che di notte inizi qualche misterioso processo di deterioramento... - dissi toccandomi la faccia come se un momento all'altro dovesse staccarsi...
- Rilassati cara... E' domenica! Abbiamo tutto il giorno per riposarci e per trovare un'infinità di difetti... E poi tu non hai nessun motivo per essere isterica di prima mattina, sei bellissima...- rispose lui accarezzandomi i capelli
- Tutta la giornata no perchè alle 6 devo essere al ristorante... Gli affari non si mandano avanti da soli! E sono un mostro!!! -
- E' possibile che non riesci mai a rilassarti? -
- Simon, se tu avessi solo un minimo delle responsabilità che ho io a quest'ora non saresti così tranquillo...-
- Io penso di si invece... Prendi le cose sempre troppo seriamente! Il tuo locale va bene ed hai degli ottimi collaboratori, è possibile che a 26 anni non riesci a goderti la vita? -
- Io me la godo la vita... Due settimane fa non siamo stati a quel concerto <_< ? -
- E' stato tre settimane fa. :shifty: .. E scommetto che non ricordi neppure chi ha suonato vero? -
- Si che me lo ricordo! Mi tratti come una vecchia zia picchiatella! - non lo ricordavo chi diavolo fossimo adnati a vedere, forse perchè nemmeno m'interessavano gli stupidi gruppi che piacevano a lui ma non avevo voglia di discute e misi su quel broncio che Simon adorava...
- Sei così bella quando t'incazzi....- "Sarà" pensai, ma Dio quando avrei voluto che Simon, almeno per una volta chiudesse quel maledettissimo becco!

Maria

- Domenica Mattina e tutto va bene! - Dissi tra me entrando incucina mentre yaya, la mia cagnetta, iniziò a farmi un'infinità di feste rischiando che mi sporcasse la costosissima vestaglia di La Perla che avevo comprato il giorno prima... La domenica di solito dormivo fino a tardi, poi passavo dall'ufficio per controllare alcuni documenti... La mia è sempre stata una vita solitaria e dedita a lavoro, se non fosse stato per yaya e per Clare poteva dirsi totalmente vuota, si a volte andavo al locale di Julia ma nonostante questo mi sentivo sempre fuori posto... Eppure non c'era nulla di sbagliato in me! Non avevo compiuto ancora trent'anni ed ero già a capo di un'agenzia pubblicitaria, pur non essendo una top model sono sempre stata una bella ragazza e sapevo che non avrebbe avuto problemi a portarsi a letto qualunque uomo, uno a caso come Ben... Quel ragazzo mi faceva una corte spietata... Eppure in quel periodo sentivo che nella mia vita mancava qualcosa...

Jason

Ho sempre odiato la domenica, specialmente quella dopo un sabato sera passato al pronto soccorso... Il turno di notte in ospedale era stato duro, il sabato sera tra incidenti vari, risse e ragazzini in overdose sembrava non passare mai... Nonostante io ero ancora un dottore alle prime armi sapevo bene che non era facile abituarsi alla routine dell'ospedale ma non era la perdita di sonno o la fatica a spaventarmi, quello non mi aveva mai fatto paura nemmeno quando era al college e dovevo lavorare come cameriere o barista o qualsiasi altro lavoro per poter pagare la retta... Quello che mi spaventava era il perdere il contatto con il mondo, con i suoi amici, con lei...
Asia era tanto bella quanto misteriosa e questo mi faceva impazzire... Quando la vedevo dietro quel bancone, al bar del locale di Julia, qualcosa dentro di me iniziava a tremare... L'adoravo ma in silenzio, anche se lei lo sentiva, sapeva che da anni ero pazzo di lei, dal primo giorno che mise piede al ristorante... Ero con tutta la comitiva, ancora fidanzato con Clare anche se ormai eravamo più fratello e sorella che amanti, quando lei entrò e chiese del titolare bella come una Dea, per un momento avrei voluto stringerla tra le braccia, sembrava così indifesa e sola...
Andai a dormire, stanco morto ma quella sera decisi che sareipassato dal ristorante, con una scusa "solo per un saluto", uno stupido pretesto... Solo per potermi perdere ancora una volta negli occhi neri e profondi di Asia...

Daniel

Stavo dormendo...
Proprio mentre mia moglie, Sandra, si stava svegliando... E mi sono svegliato.
Fortunatamente non mi aveva sentito rientrare, non sapeva nemmeno a che ora fosse rientrato...
Lo mi guardava e io facevo finta di dormire pacifico per non sentirmi chiedere "Dove sei stato ieri sera?" sentivo i suoi occhi scrutarmi il viso e so che stava pensando che avevo già un accenno di troppo di barba e che i capelli mi stavano ricrescendo troppo velocemente... Sandra mi diceva sempre che avevo l'aria troppo disordinata e - Ultimamente sei troppo assente...-
Ok, era giusto vedere gli amici una volta tanto... Vada per la birra del venerdì, vada per la giocata a carte il sabato sera ma... C'era Clare e Sandra presto o tardi l'avrebbe capito, si sarebbe chiesta lei se quell'uomo che dormiva beato nel suo letto fosse davvero suo marito o solo un barbone in cerca di un letto...
Avrei voluto toccarla, solo per rendermi conto se i miei sentimenti fossero ancora vivi, avrei voluto baciarla, per vedere se qualcosa era cambiato... Ormai non facevano l'amore da giorni... O da settimane? Mesi?
Non lo ricordavo più...
- Amore... Svegliati...- mi disse accarezzandomi
- Ehi... piccola.. Buongiorno...- la guardai... Era Sandra, non Clare... I suoi capelli erano lisci come la seta e castani mentre quelli di Clare erano ricci e rossi...
- Sei uno straccio tesoro... Hai bevuto ieri sera? -
- Forse un pò... Non ricordo... Dio che mal di testa...-
- Sei sbiancato, sembri un fantasma... - mi disse scompigliandomi i capelli - e per essere un fantasma puzzi da morire...- disse lei raccogliendo la mia biancheria intima sparsa per la stanza per metterla in lavatrice... Mi resi conto di essere completamente nudo sotto il lenzuolo, quando mi ero spogliato? Sandra mi abbracciò e mi circondò con le sue gambe lunghe e magre... - Ti sei svegliata bene stamattina...eh? - chiesi accarezzandole la schiena mentre lei si strusciava vogliosa contro di me...
- Da quant'è che non scopiamo la mattina? - mi chiese secca
- Devo controllare la mia agenda... ma cosa ti prende? -
- Perchè me lo chiedi? Ho solo voglia di fare un pò di sesso con mio marito, è proibito? -
- Io... Sai... ieri sera ho bevuto parecchio e...-
- hai paura di non farcela? Ti aiuto io...-
Sandra iniziò a toccare il mio pene flaccido, per un attimo lei si sentì colta da una stana crisi di ridarella, non ero un fantasma perchè ai fantasmi non viene mai una così bella erezione....
Era sempre mia moglie e dovevo adempiere ai miei doveri coniugali, decisi che con Clare avrei troncato alla prima occasione: amavo mia moglie e non volevo perderla...


CLARE (Rose McGovan), JULIA (Shannen Doherty), MARIA Katherine Heigl) & JASON ( Shane West)
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Edited by Lore Welsh - 27/5/2009, 16:58


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...and the waiting is the hardest thing to take in a moment more before we break. if you have to let it go, and these dreams keep you awake, if you have to let it go, walk away...

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And I'll do anything you ever
Dreamed to be complete
Little pieces of the nothing that, fall
Oh May put your arms around me
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And what you are is beautiful

May do you wanna get married
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1 - CLARE WILLIAMS

- E sulle note di come on closer , la vostra Clare Williams vi saluta ma vi lascia in buone mani, anzi in buonissime visto che ora qui per voi a Radio Friends c'è Miss Laverne con la sua rubrica di cucina "Mangiare sano"... A domani...-
La luce rossa si spense e finalmente anche il microfono... Ben tre ore di programma passate a tenere compagnia alle casalinghe annoiate di SkyscaperTown con cattiverie e pettegolezzi sulle star, l'argomento di quel giorno era stato "Occhio al naso" e tutte le inviperite ascoltatrici di "Clare on-air" mandavano i loro acidi sms su chi era o su chi secondo loro doveva ricorerre al chirurgo plastico...
Lasciai il mio scomodo sgabello alla secca Miss Laverne e alle sue ricette ipo-caloriche per raggiungere Simon in regia...
- Com'è andata? - chiesi anche se ormai era un rituale per noi e ne conoscevo già la risposta
- Benone cara! - mi chiamava sempre cara, come se fossi un tesoro, come se fossi importante per lui... ma Simon era gentile con tutte, sempre...
- Hai finito per oggi? -
- In teoria... Ma in pratica.. Sto aspettando Lucas per il cambio... Ma come puoi ben vedere non si è fatto ancora vivo a proposito.... Stasera passi dal locale? Non ti vediamo da un pezzo... Che fine hai fatto? -
decisi di confidarmi con il mio amico
- Mi vedo con uno... Da qualche settimana ma temo che sia una cosa seria...-
Tra me e Daniel le cose andavano alla grande, ci vedevamo spesso e volentieri e oltre a del magnifico sesso iniziale tra noi si era instaurato un rapporto d'intesa che mi faceva sperare di avere trovato l'uomo della mia vita...
- E perchè non lo porti allo "Zephyr"? Julia adora sapere delle nuove conquiste delle nostre amiche single! Dice che ormai le nostre vite sono diventate di una noia mortale...-
- Julia non capisce niente! - risposi in tono scherzoso...- magari avessi io un bel fidanzato che mi riscalda il letto la notte...- mi feci seria...- Spero di riuscire a portarlo una sera di queste... Sai Daniel lavora fuori città e...-
Simon si fece scuro in volto... Sperava che questa non fosse l'ennesima delusione per me...
- Capisco... Ehi è arrivato Lucas... Me lo dai uno strappo al locale? Magari ti offro una birra mentre mi racconti del tuo Daniel...-
- Perchè no... Ma prima chiamo Maria, le farà bene uscire un pò...-
a rispondere fu la segreteria e le lasciai un messaggio
- Mary sono io, ho appena finito alla radio e sto andando a scroccare una birra da Simon e Julia, ti aspettiamo ok? - posai il telefonino e preie le chiavi dell'auto... - Andiamo! -
In macchina io e Simon non parlammo molto, lui era preso dalla classifica in onda su 4you station e poi sapeva che io amavo guidare in pace, concentrandosm sulla guida...
- Stai bene... - disse Simon - i capelli così ti stanno meglio...-
- Tu trovi? - chiesi ravvivandomi i ricci con una mano...- Li tengo sempre legati ma ora... non lo so mi piacciono di più così vaporosi! -
- E' l'amore! Ma stai attenta alla strada, ok? -
- Non prepoccuparti... Una volta sono riuscita anche a truccarmi di tutto punto mentre ero alla guida! -
- E te ne vanti pure? -
- Ehehhehe....Simon... Posso chiederti una cosa? -
- Dipende... Ma vedi che non ho intenzione di tenerti il volante mentre ti depili! - disse lui ridendo...- No dai dimmi...-
- Quando ti ho accennato di Daniel... Bhè tu hai avuto la stessa reazione di Maria... Cioè, ho avuto l'impressione che...-
- Che...? -
- E dai ammettilo.. Pensate che sia l'ennesimo bidone! Tu, Maria e il resto del mondo... Avete paura che la piccola Clare ci rimetta il cuore anche questa volta! -
- Clare... Tutti noi ti vogliamo bene e sappiamo che... Cavolo... Si va bene, tu attiri i bastardi figli di puttana come nessuna la mondo! -
- Consolante! Ma ti giuro che Daniel è diverso... -
- Ti ha già chiamata oggi? -
- Ancora no ma come avrebbe potuto? Io ero in radio e poi...- scrutai l'espressione sul volto di Simon e non prometteva nulla di buono...- Sono patetica, vero? -
- Io non sono nessuno per giudicarti e per giudicare questo Daniel... -
- Simon... Da quanto ci conosciamo? 10? 11 anni? -
- 5... E cosa c'entra? -
- Ormai mi conosci abbastanza bene da capire che quando m'innamoro io non sono obbiettiva... Ma questa volta... Daniel mi adora ti giuro e il nostro incontro... E' stato romanticissimo...-
Simon non aveva voglia di stare a sentire l'inizio della mia love story ma cercò di contrarre tutti i muscoli del viso per far apparire la sua migliore espressione curiosa...
- Fasullo, non te ne frega nulla! -
- Ma noi dai... Racconta...-
- Perfetto! Allora... Io stavo uscendo dal negozio di "Shanya"... Lo conosci no? Quel negozio che ha un sacco di bei jeans particolari e... Ok... Comunque io stavo uscendo con due belle buste cariche di vestiti quando un tizio mi si scaglia contro per rubarmi la borsa... Ti giuro è stato orribile, io non riuscivo nemmeno a gridare dal terrore! Poi ti vedo apparire questo ragazzo schifosamente sexy avventarsi sul ladruncolo e farlo scappare... Era bellissimo, sembrava appena uscito da un catalogo...-
- Ma chi il ladro? - chiese Simon confuso
- Ma no! Daniel... Con la sua barba incolta e quegli occhi che...-
- E poi? -
- Poi lui mi fa "tutto bene?" io non mi ero resa conto di stare tremando... Così lui mi dice di seguirlo al bar per prendere qualcosa da bere per riprendermi dallo shock... Una cosa tira l'altra...-
- ... E ci sei finita a letto! -
- Ecco vedi? Trai sempre le conclusioni sbagliate! Lui è stato gentilissimo mi ha riaccompagnata a casa e ci siamo dati appuntamento per l'indomani e poi...-
- Ci sei finita a letto! -
- Ti odio Simon...- risposi poco convinta... Si è vero ci ero finita a letto ma chi l'avrebbe mai detto che poi lui si sarebbe fatto vivo? Che sarebbe stato così fantastico?
- Oh e cosa posso fare per farmi perdonare? -
- Credo nulla... Anzi una cosa ci sarebbe... Non dire nulla a Julia...-
- Perchè? -
- Voglio essere sicura che sia la volta buona... Non voglio rendere tutti partecipi del mio ennesimo fallimento, non voglio essere compatita... Specialmente da Jason, quindi ho deciso di non farlo sapere più a nessuno... Lo capisci questo? -
- Si tesoro... Ma se ti scappa con Julia che mi hai fatto tenere un simile segreto sai cosa potrebbe succedermi? -
- Certo che lo so! Per questo mi diverte tanto la situazione....Ora posso manovrarti a mio piacimento! -
Arrivati al locale ci andammo a sedere al "nostro" tavolo. Poco dopo Julia ci raggiunse
- Clare! Chi non muore si rivede! - esclamò abbracciandomi
- Sai... Il lavoro...- la mia credibilità era uguale a zero...
- Seee.. ok... Mi nascondi qualcosa... Non è che hai una tresca col mio Simon? - mi chiese Julia sorridendo mentre si andava a sedere in braccio al suo ragazzo
- Oh no! Mi hai scoperta... Spero che non piscerai nella mia birra da oggi in poi! -
Tutti e tre scoppiamo in una fragorosa risata anche se quello che avevo detto poteva benissimo avverarsi: Julia da arrabbiata sarebbe stata capace di tutto!
In quel momento arrivò anche Jason
- Cosa avete da ridere voi tre? - chiese lui sospettoso...- E' per le mie scarpe nuove, lo sento...-
- Quali scarpe?? - chiesi ammirando l'ultimo acquisto del mio ex-ragazzo - Mio Dio Jas... Dovrebbero arrestare il negoziante che te le ha vendute! -
- Ah ah ah... Senti come rido divertito? - Jason si guardò in giro e tutti sapevano che era alla ricerca di Asia
- Non è venuta oggi...- disse Julia...- Mi ha chiesto un giorno di permesso...-
- Chi? - chiese Jason senza darla a bere a nessuno, era diventato rosso come un peperone!
- Ecco mister vorreitantopoterfarelindifferentealmenounavolta conosciuto meglio come Jason "non fatevi gli affari miei" - disse Simon mandando giù la sua birra
- Mister aiuto devo scopare perchè non lo faccio da secoli! -
- E ancora c'è gente che mi chiede perchè ci siamo lasciati! - cocluse Jason la scenetta abbracciandmi... Per lui ero ancora la sua Clare e so che qualunque cosa accada tra noi io sarò sempre la sua anima gemella, grazie a me era riuscito ad ambientarsi nella grande città e a farsi nuovi amici, una sera mi confidò che io avrei accupato per sempre un posto importante nel suo cuore e lo stesso vale per me!
- Ecco la donna in carriera! MARIA C'E' L'HAI FATTA!!! - la mia migliore amica fece il suo ingresso nel locale, bellissima e biondissima, stretta in un costoso tailluer ci regalò uno dei suoi sorrisi più radiosi - Ci siamo davvero tutti stasera... Julia per festeggiare posso fumare? -
Julia mi fulminò con lo sguardo e anche con le parole
- Non ti azzardare! Nel mio locale non si fuma e non provare a far riprendere il vizio a Simon...-
vizio che Simon non aveva mai abbandonato.. Questo lo sapevano tutti...
All'epoca era tutto più semplice, eravamo solo cinque vecchi amici seduti a un tavolo... Cinque persone unite tra di loro, tanti piccoli segreti non svelati e tante verità sussurrate sotto voce...
Io, Simon, Julia, Jason e Maria...
Quanto avrei voluto poter fermare il tempo in quell'istante, per la prima volta mi sentivo al sicuro e totalmente felice...
Poco dopo il mio telefonino squillò, un nome lampeggiava insistente sullo schermo colorato "Daniel" mi allontai un attimo dal tavolo...
- Ciao...- la voce calda di lui mi provocò tanti brividi lungo la schiena...
Ci eravamo dati appuntamento e quindi pochi minuti dopo con una scusa mi congedai dalla compagnia per tornare a casa...
Lui era lì ad aspettarmi...
- Ehi... Dov'eri? - chiese lui mentre le baciava il collo
- Con amici... Ma ora sono qui con te... Come hai fatto ad entrare? -
- La tua coinquilina...-
- E se fossi stato uno stupratore? -
- Magari lo sono davvero...-
entrammo in camera da letto avvinghiati, era come se non ci vedessimo da secoli...
- Non ho fatto altro che pensarti Clare... Ti desidero da morire... -
riuscirono ad arrivare sul letto con ancora i vestiti addosso, avrei voluto gridare al miracolo, Daniel era un concetrato di sesso e bellezza, unito ad una voce eccitante e a un corpo da Dio greco: solo pensarlo era un afrodisiaco per me
- Fai piano... C'è la mia coinquilina...- dissi ansimando mentre lui faceva scorrere le sue mani sul mio corpo fremente, senza indugiare nemmeno un istante mi penetrò con dolcezza ma subito dopo divenne più impetuoso, mentre facevano l'amore ci guardavano nel grande specchio di fronte al letto, eravamo spettatori attivi del nostro film e questo rendeva tutto ancora più eccitante... Sembrava non dovesse finire mai...
Mentre raggiungevo l'orgasmo più favoloso della mia vita mi lasciai sfuggire un somesso
- Ti amo...-
pochi attimi dopo anche lui raggiunse l'apice del piacere e guardandomi negli occhi rispose
- Ti amo anch'io Clare...-
Ci abbracciamo, il suo corpo nudo fremeva ancora... Lui mi amava e non esisteva nient'altro di bello al mondo....
Se solo avessi saputo.
Se solo Daniel fosse stato un uomo...
Ma è inutile pensare a quello che sarebbe potuto succedere se io non fossi stata all'oscuro di tutto, l'attrazione era troppa e troppo irresistibile, forse avrei iniziato lo stesso la nostra relazione per quanto sbagliata fosse. L'ho amato davvero Daniel? Forse la mia mente era solo annebbiata dalla passione, di certo non era lo stesso sentimento che nutrivo e nutro ancora per un'altra persona... Per l'unica persona al mondo che non dovrei e non potrei amare...


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2 - JASON MARCH

Erano le due del pomeriggio quando mi svegliai, stringevo la coperta come Linus, non mi andava proprio di alzarmi per fare il turno all'ospedale avrei preferito di gran lunga rimanere abbracciato a quel caldo e morbido piumone ma la mia era una missione e non un lavoro, sin da bambino ho sempre sognato di essere medico in un ospedale grande e prestigioso come il St.George Hospital di S.T. e ora che il mio sogno si era finalmente avverato non potevo lasciare tutto per una calda e invitante ora in più di sonno e per una coperta da sogno che un pò mi faceva vergognare: colore rosa antico con una fantasia di piccoli fiori leggermente più scuri, Clare l'aveva portata nel mio appartamento una sera d'inverno, stanca di dover passare le notti nel vecchio plaid che avevo comprato secoli prima... Lei lo aveva avvolto in una busta grande e fucsia piena di cerniere e con la marca ben in vista che le doveva essere costata più del divano di casa mia...Quel piumone riassumeva tutta la nostra storia e il nostro essere: lei una ricca ragazza nata e cresciuta in città, io solo un povero sognatore di provincia senza un soldo...
Eppure c'era stato un tempo, non troppo distante, nel quale avevamo fuso e eguagliato le nostre vite... C'era stato un tempo pieno di amore e di notti passate a fare sesso, ridere, sognare e poi... Poi tutto si era dissolto, ci siamo staccati e ognuno di noi era tornato al proprio posto come se quell'amore non fosse mai mai esistito...
ormai quel piumone sembrava solo un freddo pezzo di passato...Come Clare, solo un pezzo di passato...
Il mio presente, speravo che fosse, Asia... Sognavo tutte le notte i suoi lunghi capelli neri che mi sfioravano la pelle...
- Devo comprare un nuovo piumone! - dissi ad alta voce mentre mi alzavo controvoglia fantasticando sul giorno in cui la bella barista dello Zephyr avrebbe passato la notte con me...
L'orologio segnava già un quarto alle tre... Dovevo sbrigarmi
Dopo aver fatto qualche serie di addominali e dato un pò di pugni al sacco da pugile raggiunsi sudato la doccia, l'acqua gelida mi fece quasi urlare e lo shampoo lmi accecò come ogni mattina.. appena uscito dal box mi sfregai gli occhi con un'asciugamano come sempre da nocciola erano diventati rossi e mi bruciavano da morire
- Sono peggio di un dodicenne! - non riuscivo nemmeno a vedere la mia immagine in modo nitido nello specchio!
Mi sistemai i capelli con un pò di gel che scuriva leggermente il castano chiaro della mia "chioma", con la mano destra mi troccai il pizzetto sul mento: non riuscivo a capire perchè era sempre di una tonalità più chiara dei capelli... Aveva deciso di far crescere quella barbetta per coprire una cicatrice che era più un brutto ricordo di gioventù... Una lite con il classico bulletto della scuola finita male, si chiamava Frank Moore ed era un gigante, mi aveva preso di mira perchè mi riteneva solo una stupido secchione.. Non si sarebbe mai aspettato che il mingherlino March, dopo aver passato tutta l'estate a lavorare come muratore per aiutare la famiglia piena di debiti, sarebbe tornato in classe cambiato: più forte e più muscoloso... E non avrebbe mai creduto che reagissi alle sue ingiurie piazzandogli un pugno in piena faccia rompendogli quel grosso naso a patata che nell'impatto si ricoprì di sangue e muco... Frank si mise a piangere come un neonato e io, pur non essendo fiero del mio gesto, mi sentì sollevato e pensai di averla fatta franca! Invece qualche giorno dopo all'uscita di scuola il gigante Moore aiutato dai suoi "scagnozzi" mise in atto la sua vendetta: due mi tenevano per le braccia mentre Frank mi massacrava... Ci siamo, ora mi taglia la gola... pensai quando mi mostrò con aria minacciosa il suo coltello, per fortuna una ragazza passò in quel momento e vedendo la scena si mise a urlare istericamente... Quella ragazza gli aveva salvato la pelle e io rimediai "solo" un segno sul mento
Poi venne l'estate e poi il college e Frank Moore si tramuto in brutto ricordo...
- Chissà in quale galera sta marcendo il bastardo...- mi chiesi sperando che dovunque fosse, il mio nemico se la stesse spassando col violentatore in carica del carcere!

Arrivato all'ospedale indassai il mio camice e fece il giro dei pazienti in ordine di gravità... Mi era laureato giovanissimo e specializzato in pediatria anche se vedere bambini stare male fino a morire era troppo pesante, nonostante quello che mi dicevano non ci si abitua mai...
- Ciao campione! - dissi salutando un bambino in coma...- So che puoi sentirmi... La tua mamma mi ha detto che eri un ottimo giocatore di calcio, vero Danny? -
avrei voluto che quel bambino aprisse gli occhi e mi rispondesse "Si Dottore" come nel miglior film strappalacrime ma purtroppo non era così...
- Mi scusi dottore...- una giovane infermiera molto carina toccò la mia spalla
- Si? -
- Le ho portato la cartella di Higel... di Danny...- la ragazza accarezzò il lenzuolo del lettino dove il piccolo giaceva inerme...
- Grazie... pensavo la portasse Grace...-
- Io sono la sua sostituta... Mi chiamo Sandra Owen... - notai la fede al suo dito
- Piacere... Sandra Owen, così giovane e già sposata? -
- Eh si... Come sta oggi il paziente? - Sandra cercava di essere fredda ma la vista di quel bambino mandava a far benedire tutti i propositi di freddezza
- Stazionario... Sa se la fisioterapista è già passata? -
- Dovrebbe essere qui a momenti dottore ma... Può darmi del tu? Già mi sento a disagio per... per essere qui, sa io prima lavoravo in chirurgia e mi capitava di rado una... Una vista simile... Oh mi scusi, mi sento una stupida dovrei farci l'abitudine ma...-
- Calma Sandra, ti darò del tu se lo farai anche tu... Scusa il giro di parole, io sono Jason, ok? - la ragazza annuì - So che non è facile lavorare in questo reparto e credimi, anch'io mi sento triste e impotende di fronte a questi poveri bambini ma è il nostro lavoro e noi dobbiamo cercare di svolgerlo al meglio... - le sorrisi e lei ricambiò radiosa
- Grazie... Possiamo continuare il giro dottor eehhmm ...Jason? -


Quando il turno finì ero esausto ma non vedevo l'ora di fare una doccia e passare dallo Zephyr dai suoi amici e da Lei... Proprio mentre stavo entrando mi chiamò mia madre al cellulare
- Pronto... mamma? -
- Jason tesoro... Cos'hai? Hai una voce... Sei stanco tesoro? -
- No mamma sto bene, piuttosto... Come state tu e papà? -
- Io bene ma tuo padre... Sai è difficile per lui affrontare tutto... Chemio e... Lo sai Jas... Tuo padre non è mai stato un uomo forte...-
Si, lo sapevo sin da bambino ho considerato mio padre un buono a nulla... Lavorava saltuariamente e passava la maggior parte del suo tempo tra il bar di Rob e la sala scommesse se non fosse stato per mia madre sarebbero morti di fame...
- Mamma... Se hai bisogno di denaro non c'è da chiedere...-
- Jason Robert March, non azzardarti a offire l'elemosina a tua madre, capito? -
- Io non...-
La mamma non voleva essere brusca, voleva solo che suo figlio potesse condurre la vita che aveva sempre sognato e non sprecare i suoi soldi per quell'inetto del padre...
- Ti saluta tua sorella... Senti Jas ora devo lasciarti perchè devo preparare la cena... Ci sentiamo domani sera, ok? -
- Si mamma... Ti voglio bene...-
- Te ne voglio anchio Jas-

Entrai nel locale di Julia dove come ogni sera si svolgeva il botta e risposta tra lei e Simon, il suo ragazzo... Clare non c'era, la cosa un pò mi puzzava puzzava, e Maria se ne stava in un angolo a sorseggiare un Martini...
E cosa più importante Asia era lì...
- Ciao a tutti...-
- Ciao Jason...- mi salutarono in coro i miei amici...Per un pò chiacchierammo del più e del meno, poi finalmente preso da coraggio mi alzai e andai al bar...
- Vado a... prendermi da bere...-
- See see... Chiedele di uscire una buona volta! - sentenziò Julia, la fulminai con lo sguardo anche se aveva ragione: dovevo tentare!
- Ciao Asia... Come va? -
- Bene grazie e tu come stai? -
- Bene anch'io...-
- Cosa prendi? -
te... Vorrei te... pensai, ma mi limitai a chiedere una birra
- Come stai? - chiesi ancora da vero imbecille
- Me l'hai già chiesto...- disse lei ridendo... - E ti posso confermare che sto ancora bene dottore! -
- Asia... Io... Non so come dirtelo ma se tu una sera... Una sera di queste, magari dopo il lavoro... O quando sei libera, forse... perchè sai io vorrei tanto.. Ma poi...-
- Mi stai chiedendo di uscire? - chiese lei divertita dal mio discorso strampalato
- Si.- dissi secco mandando giù d'un fiato la mia birra
- Ok... -
- Ok! - senza dire altro raggiunsi i miei amici al tavolo... Non le avevo nemmeno chiesto il giorno, l'ora, il luogo ma non importava... Asia sarebbe uscita con me...


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...and the waiting is the hardest thing to take in a moment more before we break. if you have to let it go, and these dreams keep you awake, if you have to let it go, walk away...

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Oh May put your arms around me
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And what you are is beautiful

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3 - JULIA KEY

Oggi è il giorno più brutto della mia vita, in 26 anni ho avuto giorni brutti, giorni di merda, giorni pessimi e anche giorni "no" ma oggi è tutte le cose passate sembrano stronzate rispetto a questo orrendo venerdì...
Posai la penna e rilessi quello che aveva appena scritto sul suo diario, pensavo di essere l'unica persona al mondo a tenere ancora un diario e forse l'unica persona che ancora aveva voglia di scrivere usando un semplice penna... Clare, Maria e Asia mi parlavano di blog, forum e di tante altre cose che implicavano l'uso del pc e di una tastiera mentre io amavo circondarmi di penne colorate, profumate, con buffe decorazioni: tenerle in mano mentre scrivevo i suoi pensieri mi aiutavano a sfogarmi... Ma quel giorno no, quel giorno niente e nessuno avrebbero potuto darmi una mano... Mi resi conto che la parola stronzate era scolorita, colpa di una lacrima caduta sul foglio...
Simon se n'era appena andato via sbattendo la porta, gli occhi lucidi e il cuore a pezzi e la colpa era tutta mia e della mia anima cattiva...
Pensai a mio padre, Mike Key, lui non avrebbe approvato la mia scelta di rimanere sola, non in quella situazione... Ma papà era morto da 3 anni ormai, lasciandmi lo Zephyr e troppe responsabilità...
Ripensai a quella mattina e un nodo mi stringeva la gola...

Quella mattina...
- Wow tesoro, ti sta bene questo taglio di capelli...Assomigli ancora di più a Shannen Doherty... E poi ti risaltano gli occhi...- finalmente Simon si era deciso a dare la sua opinione sul mio nuovo, i capelli neri che fino algiorno prima le scendevano dritti sulla schiena, divisi con una seriosa riga centrale ricadevano sulle spalle in uno sbarazzino taglio scalato, più corto...- Gli occhi celesti più belli del mondo...- aveva aggiunto in fine senza dimenticare la precisazione che io (a detta di tutti) ero la copia simpatica della Doherty. Ma quella mattina i complimenti non mi servivano
- La conosci di persona? - chiesi
- Chi scusa? -
- Come fai a dire che io sono la copia simpatica? Magari non lo sono... E poi non le somiglio affatto...-
- Ok... Come vuoi...-
- E non assecondarmi come una pazza Simon! - ero nervosa e non sapevo il perchè...- Scusa... E solo che oggi sono piena di impegni... Scusa ok? -
- Sei un pò troppo nervosa ultimanente... Cosa c'è che non va? -
Se avessi saputo rispondere... Non sapevo cosa c'era di sbagliato in quel venerdì mattina...
Poco dopo Simon uscì, doveva andare presto in radio per preparare la scaletta... Ormai era abituato ai miei sbalzi d'umore e la piccola discussione non lo colpì più di tanto...
Poi presi il diario perchè volevo scrivere qualcosa per stendere i nervi ma notai che alle 3 del pomeriggio avevo la visita dal dentista prenotata quasi due mesi prima, proprio il primo giorno del mio dolorosissimo ciclo mestruale...
- Oh mio Dio...- dissi ad alta voce... - Le mestruazioni... Quando dovevano venirmi? - pensavo ad un piccolo ritardo di 2/3 giorni ma più scorrevo indietro le pagine del diario senza vedere apparire la scritta "Oggi" in rosso e più sentivo le gambe cedere...
20 pagine dopo mi resi conto di avere un ritardo di ben 19 giorni...
M'infilai una tuta e le scarpe da tennis, avevo intenzione di fare una corsa verso la più vicina farmacia...
- Non può essere, non può essere...Ho solo 26 anni, e io... Io non amo più il mio ragazzo...-
Era come se tutto ora si mostrasse in modo così chiaro da far paura, Simon ormai era un coinquilino con cui facevo sesso... E la prospettiva di mettere su famiglia con lui, di farci un figlio, mi fece vacillare...
- Signorina si sente bene? - mi chiese un anziano signore molto gentile... Somigliava a mio padre...
- Io... No, grazie...- ripresi la mia corsa verso la farmacia ed entrai
Dopo aver chiesto, con immenso imbarazzo, un test mi catapultai fuori "Lo può fare anche subito e poi ripeterlo domattina"... Detto così sembrava tutto facile, come fare un fottuto budino istantaneo...
Volevo qualcuno accanto, un'amica, un familiare, ma non avevo nessuno... Pochi minuti dopo, ritornai a casa presa dal coraggio lo feci...
Il tempo sembrava non passare mai...
Guardai l'orologio e mi resi conto che non sarei andata dal dentista.
- Sono incinta...- Incinta proprio nel momento più sbagliato che poteva esserci...
Con l'ultima punta di calma che mi rimaneva in corpo chiamai Asia...
- Puoi aprire tu stasera? Io mi sento male e non credo di farcela... -
- Certo, vuoi che passo prima da casa tua? Hai bisogno di qualcosa? - mi chiese preoccupata
- No... Ho bisogno solo di dormire...- e di tornare indietro nel tempo, a quella maledetta sera di circa un mese fa, quando troppe birre e una strana e irresponsabile voglia riuscì a farci dimenticare, oltre ogni inibizione, di usare uno stramaledetto preservativo...- Ed ora sono nei guai...-

Lui rientrò dal lavoro fischiettando, la giornata aveva preso una bella piega per Simon, forse c'era alle porte un aumento o una prospettiva di migliorare il suo posto nella radio... Vide la mia borsa sul tavolo e con le chiavi di casa buttate sulla sedia...
- Tesoro... Cosa ci fai ancora a casa? - entrò nella camera da letto e vedendomi sotto le coperte venne a straiarsi accanto a me - Cosa c'è? Stai male? -
- Si...- mormorai.. Simon non potè fare a meno di notare i miei occhi rossi e gonfi
- Mio Dio, amore... Cos'è successo? - senza rispondere gli mostrai il test...
- Cosa signif... Julia... Tu sei, sei incita? -
- Si Simon... Lo sono... Al 90% perchè domani devo ripetere il test...- lui mi la fece finire e mi abbracciò era al settimo cielo, Cristo!
- E' una notizia fantastica Julia... Perchè non sei felice? -
- Perchè non me la sento... Non posso farcela a...-
- Ci sono io, ti aiuterò farò qualsiasi cosa per te...-
- Simon... Io non me la sento di continuare la nostra storia... Io non ti amo più...-
lui rimase a guardarmi ed era come se fosse rimasto sospeso in aria come le mie parole...
- Perdonami ma... E' meglio lasciarci...-
- Ma... Il bambino e noi... Non possiamo rinunciare proprio ora, ora che tutto sta cambiando...-
- Non sta cambiando niente Simon, non so nemmeno cosa ne farò di questa creatura, se veramente è dentro me... Ti prego non farmi questo... Non rendere le cose ancora più difficili...-
- Non lo farò...-
con gli occhi lucidi mi fissò con un misto di rabbia e impotenza il suo dolore era vivo, pulsante... Se ne andò via...

Ecco com'era andata... L'ultima cosa che ricordo di quel giorno fu che presi in mano il mio diario e con tutta la forza che avevo in corpo lo scagliai contro una foto di me e Simon sorridenti e innamorati... la cornice vacillò e poi cadde per terra. Il vetro, frantumandosi, andò in mille pezzi ... E io piansi, piansi tutta la notte ma il mattino seguente, al mio rispeglio, sapevo cosa dovevo fare...


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4 - MARIA JANE LOWER

... Ero seduta alla sua scrivania, pensierosa... Il dvd in mano:
- Ben, dimmi che è uno scherzo! - lui sorrideva malizioso, ma si sa che agli uomini "certe" cose intrigano troppo...
- Se vuoi possiamo guardarla insieme... Magari a casa mia...- mi rispose facendomi l'occhiolino, che stronzo sfacciato!
- Stai scherzando spero! E poi non ho intenizione di accettare questo lavoro...- risposi allontandando da me il cd...
- Cosa? - lui sgranò gli occhi come un bambino...- Questo può essere il contratto miliardario! Pubblicizzare un telefilm... Hanno voluto noi, te Maria, perchè sei la più brava e non puoi lasciarti sfuggire l'occasione della tua vita solo perchè hai delle idee bigotte...- ero sbalordita, la franchezza del mio assistente, era dura e fuori luogo...
- Io non sono bigotta... Sono cose normali, al giorno d'oggi ma per me...Cazzo, m'imbarazzano, che genere di pubblicità dovrei inventarmi per un telefilm che parla di lesbiche e di sesso? -
- Ecco vedi? Lesbiche e sesso, nemmeno mia nonna avrebbe reagito come te, ma ti sei sentita? Vuoi sapere che genere di pubblicità creare? Bene usa le 3 s: sofisticata, sensuale e simpatica! -
- Ok esperto... Non capisco perchè non può farla Georgia o Max... O chiunque altro! -
- Perchè sei il capo... Allora posso venire da te stasera a vedere il dvd del pilot? -
- Scordatelo... I miei appuntamenti di oggi? -
- Pranzo a mezzogiorno con Dina Wilson, poi Mister Flynt alle 15:00... E poi alle 17:30 hai l'appuntamento dall'oculista...- rispose lui senza la minima esitazione come se stesse seguendo un copione imparato a memoria
- Grazie... -
Ben lasciò l'ufficio, tutte le ragazze dell'agenzia l'adoravano, lui aveva le 3 "S" solo che nel caso del ragazzo erano: sesso, simpatia, sfacciataggine... Un mix davvero vincente!
Dopo aver abbandonato Ben in un angolo della mente, tornai al dvd di "Sarah & Vicky":
- Ce la farò! - mi ripetevo ad alta voce - Maria Jane Lower hai solo 29 anni e sei già a capo di un'agenzia pubblicitaria, non puoi assolutamente lasciarti intimidire da uno stupidissimo dvd! -
lo riposi in borsa e iniziai a spazzolarmi i capelli, quella stronza di Dina Wilson (un ex modella che credeva di essere miss mondo) mi guardava sempre dall'alto in basso ma di certo non mi sarei lasciata intimidire da lei, sapevo di essere una bella donna... Non di una bellezza selvaggia come Clare, nè misteriosa come Asia o intrigante come Julia... Dietro i miei occhi nocciola, i capelli biondi e miei miseri 165 centimetri non mi sono mai sentita da meno delle altre e questo mi ha sempre resa forte e sicura di me! Gran parte della mia sicurezza era dovuta anche alla mia famiglia, i miei splendidi genitori che mi hanno sempre sostenuta e incoraggiata, essere a capo della "MJL SERVICE" oltre ad esseremio era anche merito loro (specialmente del "prestito" che mi era stato fatto da mio padre per avviare l'agenzia)!
Quel pomeriggio passò tra appuntamenti noiosi e idee da sviluppare, nonostante mi ero ripromessa di non pensare più al dvd che giaceva nella mia borsa pensavo che la migliore cosa da fare fosse quella di tornare a casa per levarmi il dente... Quel dvd dentro la mia borsa era come una bomba ad orologeria pronta ad esplodere...

Alle 20:00 in punto varcai la soglia di casa, yaya saltellava da una parte all'altra per la gioia di rivedermi (e forse anche per la fame)
- Ha fatto la brava la mia piccolina oggi? -
la mia cagnetta scodinzolava come dire "si, certo! Ma ora fammi mangiare" così svuotai nel piattino rosso di yaya il contenuto di una scatoletta...
- Buon appettito yaya... Miji va a fare il bagno...- mi sentivo sempre un pò stupida quando parlavo con il cane e specialmente quando da sola mi chiamavo Miji, il nomignolo che avevo da bambina...
Poco dopo, abbandonate le feste di yaya, mi immersi nella vasca da bagno, la sigaretta in una mano e il cellulare nell'altra...
- Ciao Clare! Sei già a casa? -
- Si... Mi sto facendo bella, stasera mi vedo con Daniel....-
- Uh peccato... Volevo invitarti da me! Devo preparare una pubblicità e mi servirebbe un tuo consiglio...-
Racconta velocemente alla mia amica in cosa consisteva questo suo nuovo lavoro...
- Dai non essere preoccupata, ci riuscirai benissimo... Ma perchè non inviti quel ragazzo, Ben... Magari dopo il dovere... Poterebbe esserci il piacere! -
- Sei pazza... Uno non è il mio tipo e poi è il mio assistente! non ci penso proprio...-
- Spiegami qual'è il tuo tipo perchè proprio non lo so! Suonano, dev'essere Daniel... Ti chiamo domani per i dettegli piccanti! -
- Ti prego risparmiami...-
- No, ciao tesoro!!! -
Clare riattaccò ed io iniziai a sentirmi strana, spaventata, sola...
Poco dopo quel senso di malessere aumentò, quando sdraiata sul letto il dvd iniziò a mostrare il suo tanto temuto argomento...
Le prime immagini erano incentrate sulla giornata delle due protagoniste, un'avocatessa e una stilista.... - Che palle...- l'inizio non era dei migliori...- un prodotto scadente....-
Ma quando arrivò la scena più temuta, quella del loro primo incontro, sconvolto dal sesso occasionale, qualcosa scattò in me... E mentre l'avocatessa Sarah slacciava il regiseno della stilista Vicky e le leccava il collo, Maria iniziai ad eccitarmi...
Ogni loro movimento, ogni loro gemito, mi sconvolgeva... All'inizio volevo solo spegnere quel maledetto televisore ma poi una forza più forte della mia volontà mi spinse a fare una cosa che non avevo mai fatto e iniziai a toccarmi... Prima dolcemente, poi con sempre maggiore intensità... Andando in fondo, quasi fino a farmi male... Fino ad arrivare al culmine del piacere, un piacere intenso... sconvolgente...
Il telefilm continuava monotono sullo schermo ma dentro di me una tempesta di emozioni si stava agitando, avrei voluto correre in bagno a lavarmi, togliermi di dosso i residui del mio "peccato" ma qualcuno suonò al mio campanello
- chi diavolo, sarà? - mi domandai rivestendomi di fretta - Chi è? -
- Maria, sono Simon...- Simon? Il mio primo pensierò andò a Julia, forse le era successo qualcosa di brutto? ma perhcè Simon avrebbe cercato me? Quando aprì la pota vidi che il mio amico aveva gli occhi rossi e l'aria sconvolta...
- Scusa se sono venuto senza avvertire ma... Non sapevo dove andare... Julia mi ha lasciato e sono distrutto...-
- Oh mio Dio... Entra, ti preparo un the caldo...-
- Tu stai bene? - tipico di Simon, preoccuparsi degli altri quando era lui a stare da schifo... - Hai l'aria... E' successo qualcosa? -
- Ma no... Solo un pò di stanchezza, ma ti prego raccontami cos'è successo...-
Simon mi raccontò tutto, con le lacrime agli occhi...
- ... Ho pensato, sicuramente Maria è in casa... Avevo troppo bisogno di parlare con qualcuno...-
- Forse Julia è solo spaventata... Vedrai che si sistemerà tutto...- frase fatta, parole scontate e lo sapevo anch'io ma volevo solo consolarlo....
Poco dopo il Simon si era calmato e preparai la stanza degli ospiti...
- Puoi rimanere quanto vuoi... - dissi mostrandogli la camera che l'avrebbe ospitato

Il mattino seguente quando mi alzai Simon era già andato via, mi aveva persino preparato la colazione e lasciato un biglietto... Era davvero un bravo ragazzo! Sfortunatemente però io non riuscì a toccare cibo, ero troppo sconvolta... Julia e Simon che si lasciavano e la mia scoperta dell'autoerotismo... Avevo la nausea! Per tutta la notte mi ero chiesta perchè, avevo paura... Non volevo compiere trent'anni e scoprire che tutta la mia vita era stata una finzione, che in realtà io era una...
- No... Sono pazza! -
Arrivai in ufficio puntuale come sempre e Ben eri li...
- Ben, puoi venire nel mio ufficio tra cinque minuti? Vorrei discutere con te di un mio nuovo progetto...-
Il ragazzo cinque minuti dopo si precipito nel mio ufficio... Era vestita in modo tremendamente sexy con la camicetta leggermente trasparente con i primi tre bottoni slacciati e la gonna stretta...
- Di cosa volevi discutere? -
Con un solo e agile movimento mi sfilai le mutandine e le buttai sulla sua scrivania... Ben senza battere ciglio andò alla porta e chiuse a chiave...
- Credo che sarà una riunione molto lunga...- disse mentre mi alzava la gonna...
Mi sentivo stupendamente bene: no, assolutamente non ero gay...
Eppure mentre Ben mi baciava il collo non potevo fare altro che pensare a Sarah e Vicky, quel maledetto dvd....


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5 - DANIEL OWEN


... Mi ritrovai a fissare gli occhi verdi di un traditore, i miei occhi che si riflettevano nella vetrina della gioielleria, la collana che stavo fissando di certo avrebbero fatto brillare anche quelli di Clare! Non vedevo l'ora di estrarre quella collana dalla custodia e fargliela indossare, riuscivo già a sentire sotto le dita il contatto con il suo collo... Mi sentivo come un adolescente innamorato ed eccitato, Cristo se era una bella sensazione, stupenda se non fosse stato per il piccolo particolare che l'adolescenza era passata da un pezzo e che io ero già sposato... Già lo ero, e non potevo dimenticarlo cancellare.
Ma era un pensiero che avevo allontanato presto, precisamente nel momento in cui varcai la soglia della gioiellieria, ci voleva un regalo speciale per una ragazza speciale, per il nostro primo San Valentino.
Mi domandai quanti 14 febbraio avevo passato accanto a Sandra, e se ne avrei avuti altri con Clare. Era strano ma mai nella vita mi era sentito così felice e appagato eppure totalmente intontito dalle mie stesse bugie.
Mentendo a Clare mentivo anche a me stesso ma non potevo farne a meno, ne di lei ne di mentirle... Rendeva tutto più eccitante!
<< Vorrei vedere la collana in vetrina... >> dissi al gioelliere
<< Ottima scelta... Sua moglie ne rimarrà colpita! >>
"Mica ho scritto sposato in fronte!" ma poi un rapido sguardo alla mano sinistra mi fece rabbrividire: aveva dimenticato di togliersi la fede! Per uno strano caso del destino in quel momento Sandra mi chiamò al cellulare:
<< Buon San Valentino amore... >> disse lei con la sua voce squillante, nulla a che vedere con la voce sensuale di Clare...<< Stamattina sei andato via prestissimo, non ti ho nemmeno sentito...>>
<< Non volevo svegliarti. >>
<< Fa nulla, basta che stasera sei a casa per le 8:30...Ho organizzato una romantica cenetta. >>
<< Sandra io...>>
<< Ho comprato il tuo vino preferito e un nuovo completo intimo... Non vedo l'ora che sia stasera... Ho chiesto la sera libera in ospedale solo per poter stare con te! >> "cazzo", pensai. Non sapevo come venirne fuori.
<< Daniel.. Ci sei? >>
<< Si tesoro... E che non posso parlare, a stasera allora...>>
Sandra riattaccò ed io malediì il cellulare e chi l'aveva inventato, dovevo dare buca a Clare! << Maledizione! >>
<< C'è qualcosa che non va signore? >> chiese il gioielliere
<< No nulla... >> Avrei voluto urlare che quella stronza di mia moglie aveva appena rovinato la sua serata romantica, che ero convinto che lei avrebbe passato la sera di San Valentino con le mani dentro ai guanti in lattice mentre io mettevo le mie su di Clare... Avrei voluto dire che mi sentivo solo un codardo, uno di quegli uomini che non riuscivano a lasciare la moglie e a dire la verità alla donna che amavano. Alla fine l'unica cosa che riuscì a dire fu:
<< Me ne dia due... Di collane...>>
Il gioielliere annuì, chissà quanti ne aveva di visti di uomini senza palle come me che compravano lo stesso regalo alla moglie e "all'amante"?
Poco dopo il cellulare squillò ancora, era in macchina e aveva appena appoggiato sul sedile due pacchetti uguali...
<< Pronto? >>
<< Amore sono Clare... Come va? >> un largo sorriso mi apparve sulla faccia.
<< Incasinato come sempre, tu come stai? >>
<< Bene... Sono in radio, volevo dirti di ascoltare il mio programma tra.. una mezz'ora circa....>>
<< Perchè? >>
<< Non te lo dico... Comunque stasera alle 9:30 ti aspetto nel mio appartamento, ok? Ho organizzato una cena per San Valentino.... Verrai? >>
<< M-ma certo... >> balbettai.
<< Perfetto, Anita è partita con il suo ragazzo quindi abbiamo tutto l'appartamento per noi... >>
<< Bene... A stasera allora. >> sudavo freddo.
<< Dan...>>
<< Che c'è? >>
<< Ti amo... >> disse Clare in modo sexy e dolce.
<< Anch'io... Più di quanto tu possa credere... >>
La cosa mi stava sfuggendo di mano: amore? Nelle miei mani c'erano due vite, due donne che mi amavano ed io mi sentivo morire solo al pensiero di perderle...
Ma era arrivato il momento di prendere una decisione da uomo.

Un'ora dopo ero davanti alla porta di casa mia con in mano un pacchetto e con in testa un'idea:
trocare con Sandra!
<< Sei arrivato finalmente...>> Sandra mi aiutò a togliermi il cappotto. Era bella, non c'era che dire... I suoi capelli erano lucidi e profumavano di balsamo lisciante, il trucco leggero e curato, il vestito elegante e morbido. Era sempre stata bella e dolce, sempre pronta ad aiutare il prossimo e a fare la cosa giusta: una donna perfetta, avevo sposato la perfezione per poi sentirmi sopraffatto da lei... Io con la miai barba sempre in crescita e i capelli in disordine, con la mia voglia pazza di scoprire cosa cercavo dalla vita senza mai chiedermi cosa voleno gli altri, cosa voleva lei
<< Questo è per te...>> "E' la stessa collana che ho preso per la mia amante, per fare le cose allo stesso modo... Per non fare un torto a nessuna dele due..." avevo pensato... Dalla cucina arrivava un odore invitante ma mai come quello che emanava mia moglie...<< Sei bellissima stasera...>> le dissi con il cuore in gola, questa è la donna che volevo lasciare, la donna che non voglio più accanto... Eppure è la stessa donna che ha voglio di baciare e di portare in camera da letto.... Infatti dopo una cena a base di salmone, gamberetti e tanto vino, ci ritrovammo avvinghiati sul tavolo ormai sgombro dai piatti, persi in un amplesso bello come non mai.
<< Ti amo... >> quasi urlò lei mentre arrivava all'orgasmo
<< Ti amo anch'io... Più di quanto tu possa credere...>>
la stessa identica frase, l'avevo detta anche a Clare.
Clare..
Erano le dieci e mezzo passate...
Non avevo pensato per nulla a lei, per tutta la cena e nemmeno quando era dentro Sandra, solo ora che tutto era finito e mia moglie si tirava su il perizoma nero e sorrideva, piena di amore.. Mi ero sentito un verme, per Sandra, per Clare per tutta la sua vita sbagliata.
E mentre io abbracciavo mia moglie, Clare era sola in casa.

<< Amore vado a fare la doccia... Vieni? >> chiese Sandra avvolta in un asciugamano.
<< Tra un secondo... >>
Aspettai di sentire il getto della doccia e composi il numero di Clare.
Avevo deciso di troncare con lei.
Come un vero uomo.
<< Clare... >>
<< Daniel, amore... Mio Dio, ho provato a chiamarti tutta la sera... Cos'è successo? >>
"Dille la verità Daniel" ripeteva una vocina dentro la mia testa, forse era la mia coscienza?
<< Io... Io... >>
<< Cosa? >>
<< Mia madre è stata malissimo, sono in ospedale ora... Ha-ha avuto un infarto e... E' stato tremendo Clare, perdonami. >> bugie su bugie.
<< Oh tesoro dimmi dove sei, vengo subito da te...>>
<< NO! Non ce n'è bisogno, il dottore mi ha detto di andare a riposare... Possiamo vederci domattina? Ho un regalo per te...>>
<< Si, va bene... Amore, per qualsiasi cosa chiamami.... Ti amo..>>
<< Si, anch'io...>>
Spensi il telefono.
Sandra mi chiamò dal bagno
<< Arrivo amore. >> presi un profondo respiro e la raggiunsi in bagno.
Mi era andata bene, ma ero solo un verme!


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7 - SANDRA WHIT OWEN

Io e Jason eravamo diventati ottimi amici, ci trovavamo bene insieme e dopo i massacranti turni in ospedale c'incontravamo spesso per un caffè e quattro chiacchere... Per me, parlare con Jason era liberatorio perchè sapevo che lui riusciva a capirmi e non si annoiava ad ascoltare le mie piccole paure e i miei timori.
Specialmente quelli sul mia matrimonio con Daniel.
<< Sai a volte credo che Daniel non mi ami più... >> confessai come se nulla fosse, sorseggiando il caffè dolcificato.
<< Ma cosa dici?? Sei bella, intelligente, dolce e sensibile... Forse è solo stanco o stressato... >> il bello di Jason era che cercava sempre il meglio nelle persone e una giustificazione per non far soffrire gli altri.
<< La mia paura è che lui abbia un'altra. >> dissi ricacciando indietro le lacrime. << Certe cose le donne le sentono... E poi non serve un grande intuito... Torna spesso tardi, è misterioso...>>
<< Sandra... >> mi prese per mano. << Se hai questi dubbi perchè non ne parli con lui? >>
<< Non è facile... >> pensai di aver sbagliato a confidarmi con lui, non volevo mi credesse una donnina vulnerabile. Cambiai discorso. << Ma ora basta parlare di me! Sto monopolizzando la conversazione ... Parlami di Asia! Non mi hai fatto sapere più nulla, vi siete più visti dalla sera al lunapark? >>
<< E' una storia complicata... Abbiamo passato una serata meravigliosa e il giorno dopo io ero convinto di piacerle, sono andato allo Zephyr... Ehi devi venirci una sera di queste, comunque... Sono andato e lei non c'era, ho chiesto a Julia ma faceva tutta la misteriosa... Poi dopo mie mille insistenze mi confessa che è tornata a casa perchè le è morto il padre! >>
<< Oh poverina... >>
<< Infatti! Mi sono incazzato con Julia, le ho detto "Cavolo potevi anche avvertirmi prima, l'avrei accompagnata o avrei mandato un telegramma o un mazzo di fiori" >>
<< Certo! >>
<< Ma sai cosa mi ha risposto??? Che non sarebbe stata una buona idea, anzi che al suo rientro avrei dovuto fare finta di nulla, mi ha raccontato che Asia non ha un buon rapporto con la famiglia ma questo non giustifica l'insabbiamento della morte del padre! >>
<< E' strano infatti, ma io ormai vedo misteri ovunque... >> sembrava addolorato, cambiai ancora discorso. << Come va la convivenza con Simon? >>
<< Male! E' sempre depresso... Ma lo sarebbe chiunque, essere mollato dalla tua fidanzata incinta... Che incubo! Ora devo andare... Che ne dici se una sere di queste usciamo? Così mi presenti il famoso Daniel! >>
<< Perchè no? Magari mi fai conoscere Asia... Vediamoci sabato sera in centro, hanno aperto un nuovo ristorante cinese... Ti piace il cinese vero? >>
<< L'adoro... Ah se non fossi già sposata ti avrei fatto io la proposta! >> scherzò Jason. << A domani Sandy! >>
<< A domani Jas...>>
Sulla via di casa ripensai alle parole di Jason "se non fossi già sposata", in un certo senso ero sempre stata sposata! Avevo conosciuto Daniel alle superiori, all'epoca ero una delle ragazze più carine della scuola, la classica ragazza piena di pregi che si era fidanzata con il ragazzo che avrebbe sposato un giorno, Daniel era bello, simpatico e sexy! Anche le professoresse lo guardavano con desiderio ma lui aveva scelto me, tra tante aveva voluto me e infatti tutto era andato come da copione, finita la scuola presi il diploma d'infermiera mentre Daniel studiava per diventare giornalista... Una volta terminati gli studi per entrambi, s'iniziò a parlare inevitabilemente di matrimonio. Per me non esisteva altro uomo all'infuori di Daniel, era stato il suo primo vero amore e con lui, solo con lui, avevo perso la sua innocenza.... Mi era sempre chiesta cosa sarebbe stato della mia vita se non l'avessi conosciuto, forse non sarei cresciuta con l'idea di diventare moglie e basta. << Magari a quest'ora sarei medico anch'io. >>.
Mandai via quei pensieri non appena vidi davanti a me il portone verde di casa.
Daniel, come sempre, non c'era... Un messaggio sulla segreteria per avvertirmi che avrebbe fatto tardi anche quella sera.
Tristemente mi guardai allo specchio chiedendomi"Chi sono io?"...Di certo non ero più la Sandra brava a scuola e dai capelli lucenti, ero una donna sola, senza un'amica e senza un marito... L'unica cosa che mi dava la forza per alzarmi la mattina era il mio lavoro, per due motivi: i bambini, con i loro occhi innocenti e il loro bisogno di affetto e Jason, l'amico vero... In tanti anni non aveva mai parlato consì con nessuno, nemmeno con Daniel.
<< Chissà dove sei ora.... >> mi riscoprì a parlare soloa come una pazza, aggirandomi per casa.
Non mi andava di mangiare, nè di leggere e quindi feci quello che qualunque brava moglie che lavora decide di fare nei momentio di panico: riordinare i cassetti!

Qualche sera dopo.

<< Spero almeno che il tuo amico non sia un'idiota! >> sbuffò Daniel mentre andavamo al ristorante dove ci eravamo dati appuntamento con Jason.
<< Hai sempre da ridire! Sei insopportabile a volte... E poi Jason è un dottore, non un idiota! >>
<< Allora è un noioso col riporto e i peli che gli sbucano dal naso! >>
<< Invece è un bel ragazzo, giovane e brillante... Credo che sia più giovane di te caro il mio anti-lametta! >>
<< E poi sai che io odio la cucina cinese, tutto fritto e puzzolente... Dovrò bruciarmi il primo strato di pelle una volta a casa per levarmi di dosso quella stramaledetta puzza! >>
Entrammo nel ristorante, Jason e Asia non erano ancora arrivati e Daniel iniziava a innervosirsi, specialmente quando scoprì con orrore che non c'era la tv per poter seguire la partita di campionato della sua squadra del cuore.
<< Il tuo amico è in ritardo. >
<< 5 minuti! >>
<< Chiamalo... Dai... Potevamo rimanere a casa a sbaciucchiarci... Magari davanti la tv....Che gran maleducato....>>
Il mio cellulare squillò coprendo le lamentele di Daniel, era Jason che si scusava per il ritardo..." Sto arrivando, dammi 5 minuti e sono al ristorante... Asia non è potuta venire ma porto un'amica..."
<< Hai visto che non è un maleducato? Mi ha chiamato per scusarsi del ritardo... Non come un tipo di mia conoscenza che anche con un ora di ritardo non....>>
<< Ok dai basta... >>disse Daniel abbracciandomi<< Giuro che mi farò perdonare di tutto! >>
lFibalmente la serata stava prendendo la piega giusta! Daniel era dolce e carino, sembrava pendere dalle mie labbra e questo mi faceva stare bene.
<< E' arrivato Jason! >>
il mio amico era appena entrato, di scatto mi alzai in piedi per farmi vedere, lui mi vide e mi sorrise, era accompagnato da una bella ragazza con i capelli rossi e gli occhi verdi.
<< Lei è Clare... >>Clare però non batteva ciglio, era bianca quasi spettrale.Le mani le tremavano e gli occhi le erano improvvisamente diventati lucidi.
<< Mio Dio! Stai bene? >> le chiesi.
<< Clare tesoro che ti prende? >> disse Jason scuotendola... Lei guardava Daniel come se avesse visto un fantasma, poi di colpo parlò:
<< Devo andare via... subito! >> Jason cercò di fermarla ma lei si mise a urlare...<< LASCIAMI STARE! >>
Tutti al ristorante si voltarono a guardare la ragazza strana che aveva appena fatto una tremenda sceneggiata.
<< Mi spiace Sandra... Io... Io non so cosa le sia successo! >> disse Jason mortificato, la serata era ormai finita.
<< Chissà cosa le è preso... Più tardi chiamo Jason e...>>
<< Non credo sia una buona idea amore... >> disse Daniel con la voce tremante...<< Senti andiamo a casa... Non mi sento molto bene. >>
<< Ma cos'è un'epidemia di stranezze stasera??? Fammi ordinare almeno il pollo alle mandorle da portare via...>>
<< Si... Ti aspetto in macchina. >> Daniel si alzò e in quel momento mi sembrò un vecchio, c'era qualcosa in lui... Un'aria sconfitta, un peso sul cuore.
O forse era solo qualcosa chiamata coscienza che stava iniziando a risvegliarsi.


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...and the waiting is the hardest thing to take in a moment more before we break. if you have to let it go, and these dreams keep you awake, if you have to let it go, walk away...

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And I'll do anything you ever
Dreamed to be complete
Little pieces of the nothing that, fall
Oh May put your arms around me
What you feel is what you are
And what you are is beautiful

May do you wanna get married
Or run away????



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imageAnd I don't want the world to see me
Cause I don't think that they'd understand
When everything's made to be broken
I just want you to know who I am

 
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6 replies since 29/1/2008, 16:12
 
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